GPGPU è un acronimo che sta per General Purpose Computing on Graphics Processing Units, inventato nel 2002 da Mark Harris.
Con questo acronimo si intendono tutte quelle tecniche e tecnologie che consentono di sviluppare programmi e algoritmi che compiono elaborazioni non legate alla grafica ma che girano, almeno parzialmente, su chip grafici.
I chip grafici, data la loro intrinseca natura di processori multi-core, o meglio many-core, data la presenza di centinaia di unità di elaborazione specializzate per calcoli in virgola, permettono con molti algoritmi di ottenere delle prestazioni nettamente superiori (decine, se non centinaia di volte) rispetto ad implementazioni, anche ottimizzate, per CPU. Il tutto a costi, dati gli attuali prezzi dei chip grafici, spesso significativamente inferiore. Particolarmente indicato per applicazioni di supercomputing, che richiedono spesso giorni di elaborazione su grandi cluster di computer, GPGPU può potenzialmente permettere di abbattere in maniera consistente i tempi di computazione, favorendo ricerca e produzione in un vasto numero di campi (petrolio, chimica, biologia, termodinamica, fisica, ...). Anche più tipiche applicazioni consumer, legate alla multimedialità e alla comunicazione, dato il loro carattere data-intensive, possono ottenere significativi vantaggi dall'utilizzo di parti eseguite su GPU.
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